Essere lungimiranti

Essere lungimiranti

In base alla nostra esperienza, una delle cose più dure per gli investitori è mantenere la calma quando la volatilità colpisce. Com’è possibile mantenere i nervi saldi quando ovunque si cerca di convincerci che tutto andrà a rotoli e che le oscillazioni di mercato siano le prime avvisaglie di qualcosa di addirittura peggiore? Crediamo che la risposta sia mantenere una prospettiva a lungo termine e ricordare che, anche se i rendimenti nel breve possono variare molto, nei periodi molto più lunghi i rendimenti azionari tendono sempre a livellarsi, offrendo a buona parte degli investitori la crescita necessaria per finanziare le proprie esigenze pensionistiche. Disponendo di un orizzonte d’investimento sufficientemente lungo, pensiamo che la volatilità non debba essere un elemento decisivo.

 

Abbiamo notato che molte persone sottovalutano il proprio orizzonte temporale, pensando che s’interrompa nel momento del pensionamento, un approccio che a nostro parere è poco lungimirante. L’orizzonte temporale d’investimento si definisce come l’intera durata di tempo durante il quale i vostri attivi devono lavorare per voi, la vostra famiglia o il vostro lascito. Per molti investitori ciò significa tutta la vita, se non addirittura oltre. In tutta Europa le aspettative di vita sono in aumento. Secondo Eurostat, oggi un 65enne europeo vivrà ancora altri 20,0 anni (21,6 anni per le donne e 18,2 per gli uomini).[i] Praticamente in media fino a oltre 80 anni! Con i continui progressi compiuti dalla medicina, le aspettative di vita potrebbero prolungarsi ulteriormente prima che alcuni lettori vadano in pensione. Forse i vostri risparmi dovranno lavorare per voi per altri 30 anni dopo il pensionamento. Le aspettative di vita in Europa alla nascita sono aumentate di 6,7 anni dal 1986.[ii]

 

Perché è più importante l’orizzonte temporale? Perché in periodi di tempo più brevi i rendimenti azionari sono sempre stati storicamente più variabili, ma non hanno mai avuto un’evoluzione negativa in periodi di 20 o 30 anni. Se il vostro orizzonte temporale è corto, allora la volatilità può essere un fattore cruciale; ecco perché riteniamo che molti investitori con orizzonti temporali brevi possano approfittare maggiormente dalla predilezione per attivi meno volatili. Invece, se investite nel lungo termine, storicamente anche i cali più significativi alla lunga si stemperano. Ciò non significa necessariamente che la strategia di acquistare e non fare altro sia la migliore, ma consideriamo importante essere pazienti e disciplinati in periodi di forte negatività, come nel caso delle correzioni di inizio 2018. Se sopportare le oscillazioni difficilmente eviterà che raggiungiate i vostri obiettivi a lungo termine, pensiamo che innervosirsi ad ogni fluttuazione sia del tutto inutile e rischi inoltre di portarvi a compiere errori comportamentali.

 

Grafico 1: I rendimenti azionari storicamente presentano meno divergenze nel tempo

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Fonte: FactSet, al 04/04/2018. Basato sul rendimento annuo con mobilità mensile a 5, 10, 20 e 30 anni dell’indice MSCI World con dividendi netti, dicembre 1969 – marzo 2018. I rendimenti da dicembre 1969 a dicembre 1998 sono espressi in lire, mentre quelli da dicembre 1998 a marzo 2018 in euro. Il rendimento annuo è un calcolo del rendimento annuale che genererebbe il rendimento reale per ciascuno dei periodi interi di 5, 10, 20 e 30 anni.

 

Non è sempre facile restare a guardare. Resistere all’impulso di vendere quando i titoli dei giornali fanno paura e le azioni ruotano va contro ogni normale istinto. Tuttavia, pensiamo che sia utile adottare un approccio lungimirante proprio in quei momenti in cui le emozioni sono amplificate e le decisioni avventate possono essere il vostro peggior nemico. Fare un passo indietro e osservare da una certa distanza se e come gli eventi del giorno impattano veramente la vostra situazione finanziaria lungo il vostro orizzonte temporale vi consente di valutare come reagire al meglio.

 

Consideriamo che un modo utile di mantenere una visione coerente durante periodi difficili consista nel pensare al futuro. Chiedetevi questo: se le azioni scendono del 10% o addirittura del 20% nelle prossime settimane o nei prossimi mesi, per poi risalire, tutta questa negatività avrà avuto davvero un peso sul valore totale del mio portafoglio a distanza di 20 o 30 anni? Crediamo che per ottenere rendimenti simili a quelli del mercato nel lungo termine occorra mantenere gli investimenti durante i mercati in rialzo. Eppure, anche se è possibile identificare i mercati al ribasso con un anticipo sufficiente da evitarli, pensiamo che non serva per fare sì che gli investitori ottengano i propri obiettivi a lungo termine. Il periodo trentennale peggiore dell’indice MSCI World è stato un +7,3% annuo, un rendimento totale del 737,6%, da agosto 1987 ad agosto 2017, che comprende quattro mercati internazionali in rialzo.[iii] Ricordare questo dato quando le cose si complicano può servire a far capire agli investitori che vendere non deve diventare un’urgenza quando si presenta la volatilità.

 

Potete anche guardare al futuro prossimo: qualsiasi cosa pensi la gente, avrà un effetto sui profitti delle aziende nei prossimi 2 o 3 anni? Dopo tutto, siamo dell’opinione che i mercati tendano a guardare avanti di 3-30 mesi. Poche delle cose che spaventano la gente nel breve termine hanno poi un effetto duraturo. Pensate: dato che i mercati tendono ad essere lungimiranti, prima che gli eventi paventati dalle notizie colpiscano davvero ci aspettiamo che siano già stati scontati. A meno che la situazione non si riveli decisamente peggiore rispetto alla convinzione generale, ipotizziamo che il sollievo degli investitori aiuterà in fin dei conti le azioni a scalare il proverbiale muro di preoccupazioni (climb the wall of worry) dei mercati in rialzo. Riteniamo che in linea di massima i mercati si muovano nel divario tra realtà e aspettative. Se predomina lo scetticismo, allora anche una piccola crescita economica o dei guadagni avrà il potere potenziale di sorprendere in positivo e spronare le azioni.

 

La nostra analisi indica che le correzioni dei mercati rialzisti iniziano all’improvviso, senza avvertimenti e con la stessa rapidità se ne vanno. Siamo del parere che reagire a queste correzioni dopo i cali iniziali si riveli in genere più costoso (con la possibilità di allontanarvi dai vostri obiettivi d’investimento) che restare calmi e aspettare che passino.

 

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[i] Fonte: Eurostat, al 19/04/2018. Aspettativa di vita nell’Unione Europea a 65 anni, totale, donne e uomini, 2016.

[ii] Cambiamento medio nell'aspettativa di vita alla nascita per i paesi dell’Europa Continentale con dati che risalgono al 1986. Fonte: Eurostat, al 19/04/2018. Cambiamento medio in meno di un anno nell’aspettativa di vita per Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Svizzera, 1986 – 2016.

[iii] Fonte: FactSet, al 04/04/2018. Rendimento dell’indice MSCI World con dividendi netti, agosto 1987 – agosto 2017. I rendimenti da agosto 1987 a dicembre 1998 sono espressi in lire, mentre quelli da dicembre 1998 ad agosto 2017 in euro.