Mercati ribassisti


Molti investitori non comprendono appieno che cosa sia un mercato ribassista, né come riconoscerlo. In quest’articolo li prendiamo in esame, spiegando come identificarli e alcune delle loro caratteristiche più comuni. Seguite i link che abbiamo fornito per trovare articoli più approfonditi su ogni tema.

Che cosa caratterizza un mercato ribassista?

Un mercato ribassista si definisce come un calo guidato dai fondamentali di circa almeno il 20% per un periodo di tempo prolungato. Risalendo al 1929, l’S&P 500 ha vissuto 13 mercati ribassisti con un calo medio del 40% e una durata, tendenzialmente, di oltre 21 mesi.[i]

Oltre a questi fattori distintivi, la gente spesso ricorda i mercati al ribasso per l’incertezza diffusa che generano per gli investitori, che vedono scendere il valore dei loro conti. Questo timore spesso porta gli investitori a lasciarsi prendere dal panico e a deviare dalla propria strategia d’investimento, con il rischio di penalizzare i rendimenti a lungo termine qualora ci si perda i periodi di ripresa.

Identificare un mercato ribassista

Anche una correzione (o un calo di mercato trainato dal sentiment tra il 10% e il 20% circa) può alimentare un’ondata significativa di incertezza e timori. Tuttavia, distinguere un mercato ribassista da una correzione è possibile; basta ricercare ed interpretare correttamente la causa del recente calo nel prezzo delle azioni. Ad esempio, difficilmente i mercati al ribasso iniziano con un crollo repentino, causato dalla paura, mentre le correzioni iniziano spesso con un botto.

Al contrario, i mercati ribassisti tendono ad iniziare con un rallentamento dello slancio di mercato che non dà nell’occhio, in un momento in cui la maggior parte degli investitori si sente erroneamente in sicurezza o quando l’euforia di mercato è al massimo. Quando i fondamentali sottostanti indicano debolezza o segnali allarmanti, gli investitori euforici non vi prestano attenzione, cercando al contrario dei motivi per cui le azioni dovrebbero continuare a salire.

Abbiamo quattro linee guida di base per aiutarci ad identificare i mercati al ribasso, che, pur non essendo applicabili a tutti i mercati di questo tipo, possono contribuire a distinguerli dalle correzioni.

Quattro regole del mercato ribassista

  • Regola del 2%. Pensiamo che all'inizio di un mercato ribassista i prezzi delle azioni spesso calino di circa il 2% al mese e quest’indicazione potrebbe fornire agli investitori un lasso di tempo utile a soppesare i mercati e valutare se la situazione attuale è davvero quella di un mercato di questo tipo o se si tratta solo di una correzione motivata da timori.
  • Regola dei tre mesi. Una delle cose più pericolose che possono fare gli investitori è rischiare di lasciarsi convincere che è arrivato il picco e perdersi i rendimenti di un mercato toro. Invece di tirare a indovinare quando arriveremo al picco di mercato, questa regola vi incoraggia ad attendere tre mesi prima di agire, consentendovi di valutare i dati sui fondamentali.
  • Regola dei due terzi/un terzo. Stando alle nostre osservazioni, anche i più piccoli cali nel prezzo tendono a verificarsi durante i primi due terzi di un mercato ribassista, mentre i declini più drastici e più ingenti in genere arrivano nella terza e ultima parte.
  • Regola dei 18 mesi. Abbiamo notato che un mercato ribassista difficilmente dura oltre due anni. Attendere troppo a lungo prima di reinvestire le proprie azioni potrebbe voler dire perdersi il drastico rimbalzo che caratterizza un nuovo mercato toro.

Indicatori di mercato ribassista

Anche se nessun singolo indicatore può segnalare ogni volta con precisione l’avvento di un mercato ribassista, pensiamo che una combinazione di indicatori chiave e ricerca e analisi possano aiutarvi ad identificare un mercato di questo tipo nelle sue fasi preliminari e potenzialmente ad evitare alcuni dei conseguenti cali.

Pensiamo che i fondamentali svolgano un ruolo determinante nello stato attuale del mercato. Utili aziendali deboli, curve del rendimento invertite (quando i tassi obbligazionari nel breve termine sono più elevati di quelle a lungo termine) e una crescita del reddito incerta sono tutti esempi di fondamentali deteriorati.

La storia ci insegna che anche il sentiment euforico degli investitori, così come i fondamentali, può portare ad un mercato ribassista. Quando gli investitori euforici continuano a cercare motivi per cui i titoli dovrebbero seguitare a crescere, ignorando fondamentali che rallentano o si deteriorano, le società possono faticare a soddisfare le elevate aspettative che pesano su di loro. Quando gli investitori ignorano i fondamentali negativi e le azioni continuano a crescere, forse si sta profilando un mercato Orso.

Che cosa provoca un mercato ribassista?

Ogni mercato toro scala il proverbiale “wall of worry” (timori a breve termine che spaventano gli investitori nel breve periodo e portano volatilità durante un mercato toro più generalizzato). Questi timori continui possono portare volatilità sui mercati azionari e forse addirittura creare correzioni, spesso scambiate per mercati ribassisti. Queste correzioni, però, tendono ad essere cali rapidi trainati dal sentiment, privi della dimensione e della portata di un vero mercato ribassista.

A differenza del “wall”, il “wallop” è un evento economico negativo talmente potente da bruciare diverse migliaia di miliardi di dollari di PIL globale. Ridimensionare un wallop è essenziale nell’analizzare potenziali elementi negativi. Raramente gli investitori sono in grado di leggere l'impatto degli eventi, non rendendosi conto di come si inserisce nel quadro generale. Sopravvalutare l’impatto potenziale di un evento qualsiasi potrebbe portare gli investitori a reagire in modo errato ad alcune situazioni, facendogli potenzialmente perdere i successivi rendimenti del mercato toro.

Non è un mercato ribassista!

Con tutti questi fattori da considerare, può risultare complicato determinare che cosa porterà all’inizio del prossimo mercato ribassista o a una correzione di mercato. Le correzioni sono cali di mercato brevi, drastici e trainati dal sentiment di circa il 10%-20%. Queste diminuzioni sono movimenti imprevedibili, solitamente basati su un timore e spesso privi del contesto di deboli fondamentali economici che caratterizza un mercato ribassista. È praticamente impossibile riuscire ad indovinare sempre quando arriverà una correzione, perché iniziano col botto e si spengono rapidamente. Inoltre, adottare una posizione difensiva nel momento sbagliato rischia di impedire agli investitori di realizzare i propri obiettivi. Pensiamo che sia molto meglio mantenere la propria disciplina e cavalcare l’onda delle correzioni e di altri episodi di volatilità di mercato durante un mercato toro.

Più lungo e più forte

Infine, vogliamo sfatare uno dei miti d'investimento più diffusi e pericolosi: basta un solo grande mercato ribassista per mandare tutto all’aria! Anche se avete deciso di affrontare stoicamente ogni mercato di questa categoria senza prendere decisioni difensive, il vostro portafoglio azionario sarà comunque cresciuto in modo da generare un utile cumulativo nel lungo termine, dato che i mercati rialzisti tendono ad essere più lunghi e più forti dei mercati ribassisti che li hanno preceduti! Se il mercato ribassista medio dura circa 16 mesi, con un rendimento cumulativo medio di -40%, il mercato toro medio (escludendo quello attuale) dura all’incirca 57 mesi ed offre un rendimento cumulativo medio del 164%![ii]

Non lasciate che lo spauracchio di un grande mercato al ribasso vi faccia vendere le vostre azioni. Forse avete bisogno di crescita a lungo termine per poter realizzare i vostri obiettivi d’investimento a lungo termine.

Temete ciò che dovrete fare durante il prossimo mercato ribassista? Fisher Investments Italia vi può assistere tramite un servizio di gestione del portafoglio, contattateci direttamente per prenotare un appuntamento.


[i] In base alla definizione tecnica che un calo di almeno il 20% rappresenta un mercato ribassista.

I rendimenti del livello di prezzo sono espressi in USD. Le eventuali fluttuazioni di cambio tra dollaro e sterlina possono portare a rendimenti maggiori o inferiori. L’indice S&P 500 Composite è un indice non gestito, ponderato per capitalizzazione, che misura 500 titoli comuni statunitensi ampiamente detenuti di società leader in settori rilevanti, che rappresentano il mercato azionario USA in generale. Fonte: FactSet, al 30/06/2017.

[ii] In base alla definizione tecnica che un calo di almeno il 20% rappresenta un mercato ribassista.

I rendimenti del livello di prezzo sono rispecchiati in USD. Le eventuali fluttuazioni di cambio tra dollaro e sterlina possono portare a rendimenti maggiori o inferiori. L’indice S&P 500 Composite è un indice non gestito, ponderato per capitalizzazione, che misura 500 titoli comuni statunitensi ampiamente detenuti di società leader in settori rilevanti, che rappresentano il mercato azionario USA in generale. Fonte: FactSet, al 30/06/2017.

Investire in mercati finanziari comporta rischi di perdita e non vi sono garanzie che venga restituito tutto o parte del capitale investito. Le performance passate non sono una garanzia di risultati futuri, né tanto meno ne rappresentano una previsione attendibile. Il valore degli investimenti e del reddito da essi generato subirà fluttuazioni in linea con i mercati finanziari e con i tassi di cambio delle valute internazionali.