Filosofia di Investimento

Noi di Fisher Investments adottiamo un approccio dinamico all’investimento, che guarda alle possibili evoluzioni future del mercato. Ad esempio, se riteniamo che le azioni delle grandi aziende possano garantire performance migliori rispetto a quelle delle piccole società, allora le prime avranno un maggior peso all’interno tuo portafoglio. Questo metodo dinamico può favorire il raggiungimento dei tuoi obiettivi di investimento a lungo termine.


Frank Ronga, Manager | La nostra filosofia




Il nostro metodo è legato alla nostra filosofia di investimento. Fin dalla nascita, nel 1979, abbiamo sviluppato una serie di regole comportamentali che determinano il nostro processo decisionale sugli investimenti, rinforzato dalle ricerche interne e da quasi quarant’anni di esperienza.

Ecco alcuni dei cardini della strategia e della filosofia di investimento di Fisher Investments.

Le regole generali e il “buon senso” dell’investitore spesso non sono scelte sagge

Seguendo il gregge, nessuno è mai andato molto lontano. A nostro parere, molte delle convinzioni diffuse tra gli investitori non corrispondono a verità e potrebbero impedirti di raggiungere i tuoi obiettivi finanziari. Fisher Investments sfida questi luoghi comuni analizzandoli rigorosamente. L’analisi, infatti, sconfigge le generalizzazioni come la classica frase “tutti sanno che…”.

La domanda e l’offerta determinano tutti i prezzi, comprese azioni e obbligazioni

Come per qualsiasi altro bene presente su un mercato, i prezzi delle azioni sono guidati da domanda e offerta. I fattori legati alla domanda sono quelli dominanti nel breve termine e possono oscillare per diversi motivi: sentiment, fattori politici o fondamentali. Nel lungo termine, però, sono i fattori legati all’offerta ad avere la meglio: per esempio, un’offerta al rialzo sotto forma di offerta pubblica di acquisto (Opa), offerte sul mercato secondario e fusioni “carta contro carta” (scambio di azioni) spesso generano ostacoli per i mercati. Attenzione, però, perché anche l’offerta può diminuire: i buyback azionari (in pratica, il riacquisto) e le fusioni per cassa la riducono, dando vita a fattori che spingono al rialzo i mercati.

L’asset allocation è fondamentale. Ma ancora troppi investitori sbagliano le loro scelte

Secondo noi l’asset allocation, ovvero la scelta di azioni, obbligazioni e altri titoli, è il fattore più rilevante nel determinare i rendimenti di portafoglio. Ricorda, infatti, che il tuo mix di attivi è legato alle tue aspirazioni, ai tuoi obiettivi e al tuo orizzonte temporale. Molti non mettono in conto questo presupposto, affrontando una decisione così importante in modo sbagliato, finendo per creare un portafoglio non ottimale e non in linea con gli obiettivi. Entrando più nello specifico, un grande problema può essere rappresentato da una valutazione erronea del proprio orizzonte temporale. Esistono poi anche investitori “indisciplinati”, che scelgono la propria asset allocation in base a semplici sensazioni. Questo può portare a scelte o strategie “sbilanciate”, per esempio investendo in maniera troppo prudente o trascurando il processo che serve a definire questo fattore cruciale.

I cicli di mercato si possono prevedere. Ma non i loro movimenti

Le mosse dei mercati non possono essere tenute sotto controllo con frequenza quotidiana, settimanale o mensile. Ma i cambiamenti ciclici sono prevedibili. Questi ultimi, spesso, sono provocati da eventi che una larga maggioranza di investitori trascura o interpreta male: è il divario che c’è tra la realtà dei fondamentali e la percezione che di questa ha un folto pubblico di investitori. Per effettuare previsioni che possano avere successo, occorre prendere in considerazione entrambi questi fattori. Le azioni, infatti, sono “forward-looking”: guardano cioè al futuro, eppure spesso le sensazioni degli investitori sono influenzate da quanto accaduto nel passato. Non dimentichiamo che i trend al rialzo dei mercati, in genere, hanno inizio durante le recessioni, proprio quando gli investitori sono molto depressi, e concludono il proprio ciclo durante picchi di euforia.

Le categorie di investimento: nessuna è la migliore per sempre

Differenti categorie di titoli hanno un rendimento superiore al previsto in momenti diversi. Per esempio, a volte i rendimenti delle azioni a piccola capitalizzazione superano quelli delle realtà a grande capitalizzazione (e viceversa). Lo stesso discorso vale per le azioni focalizzate sugli investimenti domestici e su quelli esteri, oppure per le azioni che pagano un dividendo periodico e quelle che non lo prevedono. Non esistono stili di investimento o asset class che andranno bene per sempre, perché i cambiamenti sono frequenti. In ogni caso, le fasi di rialzo durano per un periodo di tempo prevedibile e offrono l’opportunità agli investitori di capitalizzare i propri guadagni.

Riguardo a questo scenario, la nostra opinione è diversa da quella di altre società di gestione che sostengono la superiorità intrinseca di titoli con una determinata capitalizzazione, di un certo stile o di un certo tipo di investimento. Se avessero ragione, allora non sarebbe sufficiente acquistare queste azioni – ritenute migliori di altre – facendo crescere i prezzi più di quanto indichino i fondamentali?

La diversificazione globale è preferibile

Le teorie finanziarie insegnano che gli indici azionari costruiti correttamente presentano rendimenti molto simili su periodi di tempo prolungati. Ma il viaggio verso la meta non è sempre uguale. Più ristretta è la composizione dell’indice, più il viaggio sarà accidentato, mentre un approccio più diversificato aiuta a rendere il percorso più tranquillo. Un approccio globale, quindi, garantisce una diversificazione maggiore rispetto a un investimento specifico su un singolo Paese e giustifica la rotazione delle performance. Nessuna area e nessuna società è superiore per definizione e il “primo della classe” cambia di frequente. Fisher Investments ritiene che con un approccio globale aumentino le opportunità di realizzare performance e diminuiscano i fattori di rischio specifici, come quello politico e quello legislativo.

Gli indici azionari: per fare meglio, occorre guardare oltre le notizie

Avete notato come le azioni rispondano prontamente non appena vengono pubblicati i bilanci delle società? Lo stesso accade in seguito all’annuncio di operazioni societarie straordinarie. Si tratta di cambiamenti quasi istantanei, perché i mercati sono molto efficienti quando si tratta di valutare le conseguenze che possono derivare da informazioni di pubblico dominio. Per garantirsi un vantaggio rispetto al mercato, quindi, occorre vedere il mondo in maniera differente e possibilmente più corretta rispetto all’opinione comune. Quando una notizia compare sui principali media finanziari, infatti, è altamente probabile che il mercato ne abbia già tenuto conto prima che tu e chiunque altro ne siate venuti a conoscenza.

Noi potremmo anche sbagliare (ma anche tu)

Le emozioni vanno tenute sotto controllo e i rischi devono essere gestiti. Questo è il nostro punto di vista. Tuttavia, anche mettendoci tutto l’impegno possibile e facendo le ricerche più accurate, ci si può sbagliare.

Proprio per questo Fisher Investments cerca di evitare scommesse azzardate con gli attivi dei suoi clienti. Ad esempio, se un settore rappresenta il 10% del tuo benchmark (parametro di riferimento), evitiamo di allocarne il 50% all’interno del tuo portafoglio, perché è troppo rischioso. È più efficace, invece, tenere in portafoglio una quota leggermente superiore di un asset rispetto al peso che questo ha all’interno dell’indice di riferimento (in gergo tecnico si dice “sovrappesare”) in modo da mantenere l’esposizione su tutti i settori, riducendo il costo opportunità – in pratica, l’alternativa alla quale abbiamo rinunciato effettuando una determinata scelta – in caso di sorprese del mercato.

 

L'investimento in titoli finanziari comporta il rischio di perdite e non vi è garanzia di rimborso della totalità o di parte del capitale investito. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.